Approfondimento

Panico: come riconoscerlo e affrontarlo

Pubblicato il

23 giugno 2026

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L’ambiente universitario può essere molto stressante e competitivo per studenti e studentesse, che spesso vivono questi anni all’insegna della performance, della paura di fallire e dell’ansia per il futuro. Studi recenti mostrano che i livelli di ansia, depressione e difficoltà emotive nei giovani adulti sono in costante aumento. 

Tra le manifestazioni più intense di questo disagio vi sono gli attacchi di panico, che possono avere un impatto significativo sulla vita accademica e personale. Nel nuovo approfondimento di Health Mode On, vediamo come riconoscerne i sintomi e quali strategie utilizzare per contrastarli.

Che cos’è un attacco di panico? Quali sono i sintomi?

Gli attacchi di panico sono caratterizzati da un'ondata improvvisa di paura o disagio, oppure dalla sensazione di perdere il controllo, anche in assenza di un pericolo o di un fattore scatenante evidente. 

Questi includono spesso sintomi fisici che possono assomigliare a quelli di un infarto, come tremori, formicolio nel corpo o un battito cardiaco accelerato, e possono verificarsi in qualsiasi momento, con una frequenza che va da diverse volte al giorno fino a poche volte all'anno.

I sintomi fisici durante un attacco di panico possono includere:

  • battito cardiaco forte o accelerato;
  • sudorazione e brividi;
  • tremori;
  • difficoltà a respirare;
  • debolezza o vertigini;
  • formicolio o intorpidimento alle mani;
  • dolore al petto, allo stomaco o nausea.

Sebbene queste sensazioni possano essere angoscianti, gli attacchi di panico in sé non sono pericolosi per la vita e i sintomi fisici di solito si risolvono con il tempo. Tuttavia, la paura di attacchi futuri può portare a convivere con un'ansia persistente.

Molte persone, infatti, temono la possibilità di avere un altro attacco e possono cambiare drasticamente la propria vita per evitare che ciò accada. Tuttavia, non tutti coloro che sperimentano un attacco di panico sviluppano necessariamente un disturbo di panico.

Quest’ultimo esordisce quasi sempre nella tarda adolescenza o nella prima età adulta. Le donne hanno maggiori probabilità di svilupparlo rispetto agli uomini. Le persone con disturbo di panico possono presentare:

  • attacchi di panico improvvisi e ripetuti di ansia e paura travolgenti;
  • sensazione di perdita di controllo;
  • paura della morte o di un pericolo imminente;
  • preoccupazione intensa su quando si verificherà il prossimo attacco di panico;
  • paura o evitamento dei luoghi in cui si sono sperimentati attacchi di panico in passato.

Qual è la differenza tra un attacco di panico e il disturbo di panico?

Un attacco di panico è un episodio isolato o occasionale di paura intensa con sintomi fisici ed emotivi. Il disturbo di panico, invece, può essere diagnosticato quando una persona sperimenta attacchi di panico ricorrenti e inaspettati, accompagnati da una preoccupazione costante o da cambiamenti comportamentali dovuti alla paura di episodi futuri.

I ricercatori hanno scoperto che diverse aree del cervello e alcuni processi biologici potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella paura e nell'ansia. Alcuni ritengono che gli attacchi di panico siano simili a "falsi allarmi", in cui i normali istinti di sopravvivenza del nostro corpo si attivano troppo spesso o troppo intensamente, o per una combinazione di entrambi i fattori. Per esempio, una persona con disturbo di panico potrebbe sentire il cuore battere forte e pensare di avere un infarto, creando un circolo vizioso di preoccupazione e ansia tipico del disturbo di panico.

Alcune persone con disturbo di panico presentano altri disturbi o condizioni di salute mentale e fisica, tra cui depressione, altri disturbi d'ansia, disturbo da stress post-traumatico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare, malattie cardiovascolari, disturbi respiratori, sindrome dell'intestino irritabile o problemi alla tiroide.

L'agorafobia, ovvero la paura o un'ansia intensa verso determinati luoghi o situazioni, può talvolta svilupparsi come condizione coesistente con il disturbo di panico. Quest’ultimo è inoltre comunemente associato all'abuso di alcol e di sostanze.

Come si gestiscono gli attacchi di panico?

La psicoterapia può essere molto efficace nel trattamento degli attacchi di panico e del disturbo di panico.

  • Terapia cognitivo-comportamentale (CBT): si discutono i propri pensieri ed emozioni con un professionista della salute mentale, come uno psicoterapeuta abilitato o uno psicologo. Lo specialista aiuta il paziente a identificare i fattori scatenanti degli attacchi di panico, così da poter cambiare il proprio modo di pensare, i comportamenti e le reazioni. Man mano che si inizia a rispondere in modo diverso agli stimoli, gli attacchi possono diminuire e infine cessare.
  • Terapia di esposizione: consiste nell'esporre la persona in modo graduale e ripetuto — nell'immaginazione e/o nella realtà — a ciò che scatena l'attacco di panico. Con il tempo, il paziente impara a sentirsi a proprio agio con la situazione di ansia e preoccupazione, attraverso tecniche di rilassamento ed esercizi di respirazione. 

Altri comportamenti utili che puoi adottare per ridurre il rischio di avere un attacco di panico sono:

  • evitare caffeina, alcol e fumo;
  • fare attività fisica in modo regolare per gestire lo stress, alleviare la tensione e migliorare l'umore;
  • seguire un'alimentazione sana;
  • parlare con il proprio medico o professionista della salute prima di assumere farmaci e integratori, perché certe sostanze possono aumentare l’ansia.

Alcuni farmaci antidepressivi possono rendere gli attacchi di panico meno frequenti o meno intensi. I professionisti sanitari possono prescrivere inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI).

I professionisti prescrivono più comunemente le benzodiazepine per trattare e prevenire gli attacchi di panico. Aiutano a gestire l'ansia, ma hanno un potenziale di dipendenza, perciò è importante assumerle con cautela. 

Anche molti musicisti, di conservatorio e non, sperimentano spesso attacchi di panico: l'ansia da performance musicale (MPA, Music Performance Anxiety) è un disturbo diffuso tra i musicisti, che si manifesta attraverso sintomi cognitivi, fisiologici e comportamentali in grado di compromettere seriamente la qualità dell'esecuzione e il benessere generale. Studi recenti mostrano che alcuni interventi psicologici e fisici, tra cui l'Acceptance and Commitment Therapy (ACT), la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), la mindfulness e lo yoga possono ridurre in modo significativo l'ansia e rafforzare la resilienza psicologica.

Le evidenze confermano riduzioni importanti dei sintomi dell'MPA, con miglioramenti misurabili nella flessibilità psicologica, nella regolazione emotiva e nella qualità della performance.

Alcuni consigli pratici

Anche se non c'è un modo specifico per fermare immediatamente un attacco di panico subito dopo che è iniziato, ci sono alcuni passi che puoi compiere per gestirlo al meglio. 

  • Praticare la respirazione profonda può ridurre i sintomi del panico come l'iperventilazione durante un attacco. Inspira nel modo più lento, profondo e delicato possibile attraverso il naso ed espira lentamente dalla bocca. Chiudi gli occhi e concentrati sul respiro.
  • Riconoscere che si sta avendo un attacco di panico: sapere che si tratta di un attacco di panico può aiutare a gestire la paura che si prova. Ricorda a te stesso/a che l'attacco è temporaneo e passerà.
  • Rilassare i muscoli: gli attacchi d'ansia possono portare a contrarre i muscoli. Concentrati nel rilassare un gruppo muscolare alla volta per ridurre la tensione e restare nel presente.
  • Praticare la mindfulness: concentrati sul presente per ricentrare i pensieri e ritrovare un senso di radicamento.

Se conosci una persona che sta vivendo una situazione di questo tipo, resta con lei e mantieni la calma, chiedile di cosa ha bisogno usando frasi brevi e semplici, aiutala a concentrarsi sul presente e a respirare lentamente, rassicurandola sul fatto che non è in pericolo e che il brutto momento passerà.

Health Mode On mette a disposizione numerosi servizi di supporto per aiutarti a stare meglio. Il percorso universitario non è solo una sfida accademica, ma anche un cammino di crescita interiore: vivilo con responsabilità, ascolto e cura.

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Progetto selezionato nell'ambito dei due avvisi PRO-BEN 1 e PRO-BEN 2 del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) per la concessione di finanziamenti volti alla promozione del benessere psicofisico e al contrasto del disagio psicologico ed emotivo tra gli studenti.

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